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venerdì 3 febbraio 2017

domenica 25 settembre 2016

Un libro di disegni di Marc Sardelli

“Istantanee con penna e matita della Livorno  medicea” è una raccolta di cinquantuno disegni selezionati dai numerosi che Marc Sardelli ha realizzato fra il 1958 e il 1981 nell’intento di fermare sulla carta scorci, angoli, visuali particolari di una Livorno uscita profondamente ferita dalla guerra e non ancora oggetto di “interventi ricostruttivi” che a torto o ragione, ne hanno irrimediabilmente mutato il volto.
Come lui stesso racconta queste “istantanee” sono frutto di passeggiate nel quartiere della Venezia, nelle fortezze, la Nuova e soprattutto la Vecchia, luoghi dove ha sostato a lungo, solitario testimone e al contempo attento osservatore e puntiglioso disegnatore, dal tratto rapido e preciso.
Per ogni disegno potrebbe, come ha fatto con noi, narrare un episodio, un aneddoto, un incontro fortuito quanto inatteso con gente del quartiere, affaccendata a rimettere insieme pezzi di una vita sparsi dagli eventi. Sullo sfondo sempre un monumento, una chiesa, un palazzo, un ponte, un fosso, un angolo di Livorno, luoghi sempre riconoscibili anche se sconvolti e desolati.
Questo libro, come un ideale album di disegni, ripropone le opere di Sardelli  così come le ha delineate nel corso di  molti anni, riunite per capitoli legati alle aree urbane che formano buona parte della Livorno che tutti conosciamo, ma che grazie alla sua lettura e interpretazione ci sorprende ancora.

Completano questa rassegna di disegni alcune schede storiografiche sui monumenti più importanti della Livorno medicea rappresentati da Sardelli.


Gli Autori

MARC SARDELLI

Livornese, con studio a Livorno e Norimberga. Ha compiuto gli studi artistici a Firenze, proseguendo la sua ricerca ed attività artistica nel Nord Europa. Pittore ufficiale della Marina Militare Italiana nominato dal Capo di Stato Maggiore nell’anno 1998, paesaggista e ritrattista, ha all’attivo numerose personali in Italia e all’estero e le sue opere si trovano in musei e collezioini private. Ha realizzato inoltre in affresco dipinti di carattere storico.
Il suo forte interesse per il periodo legato all’epopea napoleonica è stato stimolo costante del suo lavoro di studio e di ricerca storica con l’attuazione di opere pittoriche presentate in mostre e pubblicazioni librarie.
Ha dedicato da sempre particolare attenzione alla realizzazione di dipinti che riguardano le vicende e la storia della Marina Militare italiana.



Clara ERRICO - Michele MONTANELLI

Insieme nella vita e nel lavoro da oltre quarant’anni, si occupano di diffondere la storia del territorio e della città di Livorno, attraverso ricerche documentarie e archivistiche. Hanno all’attivo oltre  trenta monografie e decine di saggi e articoli su riviste del settore.
Da alcuni anni portano avanti la didattica sulla storia di Livorno e sulla ricerca  d’archivio  per l’Università della Terza Età sezione di Livorno, concretizzando i risultati in monografie tematiche inerenti all’abbigliamento, alla medicina e farmacopea, all’arredo delle case, al  commercio e all’artigianato nella Livorno dei secoli XVI-XVII e XVIII.

lunedì 5 settembre 2016

Liburni 37

Ecco il numero 37 di Liburni arte e cultura, sfogliatelo e scoprite chi sono gli artisti pubblicati, vi ricordo che la rivista è interattiva, cliccando sui nomi degli artisti potete visitare il loro sito o pagina social.
www.liburni-rivista-darte.com

domenica 15 maggio 2016

Anima in volo

Alfredo Carlesi, per tanti Dedo, è nato il 23 novembre 1947, primogenito di sette figli. La sua era una famiglia di pescatori di Borgo Cappuccini. Dopo le elementari interrompe gli studi e comincia a lavorare: garzone di fornaio, di giornalaio, di pizzicagnolo, biciclettaio.
La famiglia si trasferisce nel rione Corea nel 1960, qui frequenterà la sezione del Partito Comunista Italiano dove viene nominato segretario della federazione giovanile e si incontrerà con i giovani studenti del Villaggio Scolastico di don Nesi.
Nel 1965 viene ricoverato in Sanatorio, prima a San Gimignano, poi a Sondalo. Coglie questo forzato riposo per leggere e studiare. Nel 1967 gli si offre l’opportunità di andare a studiare in Russia all’Istituto di Scienze Sociali (scuola di partito). In questo paese rimane dal settembre ’67 all’agosto ’68 e conserverà un bel ricordo di questa esperienza. Riprende con entusiasmo l’attività con i giovani del partito a livello cittadino.
Nel 1971 si sposa con Daniela Petrucci e avranno due figli. Intanto lavora come dipendente della Provincia e rappresentante sindacale. In questo percorso di vita continua a scrivere versi, perché un’altra passione che lo ha accompagnato è quella per la poesia.
Attraverso versi semplici gli è sempre piaciuto rapportarsi con la realtà, la ricerca di un rapporto armonico con le parole gli permette di esprimere i suoi sentimenti.
Da: “Mio ideale”  ……… 
E se la pelle ormai rugosa 
più non vibra
 il cuore ancor mi piange
 non riesco a dirti addio

 mio ideale………
“CENTRO TIPOGRAFICO LIVORNESE EDITORE”
BORGO S. JACOPO, 63 - 57126 - LIVORNO
Tel. 0586 806376
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COPYRIGHT © 2016
ISBN: 978-88-98972-58-6

Al Bar di Antonio

Anonimo avventore 
se capitato sei
in questo bar
per soddisfare
un gentil desiderio
sappi che
quando te ne andrai
anche il tuo cuore
più sereno avrai.
Perché il caffè da Antonio
non è soltanto
una armoniosa miscela
una crema ad arte fatta.
E’ una carezza
è un bacio 
sulla pelle dell’anima.

giovedì 23 aprile 2015

CHIAROSCURO


“Cara lettrice, caro lettore, non desidero farti perdere tempo a leggere lunghe biografie spesso prive di significato.
Queste Raccolte sono state scritte a partire dal 1975.
Ne troverai di semplici e di complesse, ma tutte racchiudono emozioni e sentimenti veri. Potranno piacerti oppure no, ma sono state scritte con il cuore. Anche se solamente una scalfirà la tua anima avrò raggiunto il mio obiettivo.
Ti ringrazio e buona lettura
Desidero inoltre ringraziare Sofia Ghezzi per la splendida copertina e tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni.
Contatti
Fedegoal2014@libero.it
Account Facebook Roberto De Ponti Due

Centro Tipografico Livornese Editore
Facebook Centro Tipografico Livornese

Passi di: Roberto De Ponti. “Chiaroscuro” COPYRIGHT © 2015
ISBN: 9788898972104 ebook
Prima edizione digitale 2015

ISBN 9788898972142 cartaceo

Potete trovare questo libro in formato e-book e cartaceo
in tutti gli store on-line.


sabato 31 gennaio 2015

È in arrivo il nuovo libro di Barbara Michicih
vi proponiamo il video del primo libro uscito nel 2013 Diario di Erato. A presto la presentazione di "Poesie d'amore"
www.ctleditorelivorno.it

Chiaroscuro il primo ebook di Roberto De Ponti

Cara lettrice, caro lettore, non desidero farti perdere tempo a leggere lunghe biografie spesso prive di significato.
Queste Raccolte sono state scritte a partire dal 1975.

Ne troverai di semplici e di complesse, ma tutte racchiudono emozioni e sentimenti veri. Potranno piacerti oppure no, ma sono state scritte con il cuore. Anche se solamente una scalfirà la tua anima avrò raggiunto il mio obiettivo.



Desidero inoltre ringraziare Sofia Ghezzi per la splendida copertina e tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni.

La stesura di questa prefazione può apparire, per chi mi conosce, stonata.

Io mi occupo infatti di salute e di ambiente, soprattutto nell’aspetto strettamente legato alla salute stessa.
Amo però molto leggere e amo anche la poesia, ma non essendone un cultore apprezzo solo in parte questa nobile arte. Sono le sensazioni suscitate dallo scritto che agiscono e il mio pensiero non è minimamente sfiorato dall’analisi “tecnica” dell’opera.

Più che stonata sarà perciò una prefazione da non addetto ai lavori.

Nella mia esistenza ho imparato, dal mondo reale non dalle teorie, che psiche e soma sono intimamente connesse, e solo in minima parte comprese.
L’alterazione dello stato di salute che chiamiamo malattia raramente si risolve in un unico aspetto, molto più spesso, e praticamente sempre nelle patologie croniche, è il risultato di un processo che comprende mondo organico e mondo psico-emozionale.
Gli antichi romani parlavano di colui che guarda all’interno e all’esterno, nel passato e nel futuro; era Giano, e un suo epiteto era  Divum Deus (Dio degli Dei).

Le emozioni, i sentimenti, i semplici pensieri sono il vero motore dell’essere umano, almeno secondo la mia esperienza.

La società che l’uomo ha costruito e costruisce ogni giorno tende però sempre in maniera più accentuata ad allontanare questo mondo immateriale, concentrandosi su quello materiale fino ad assumere l’aggettivo concreto quale virtuoso simbolo di efficacia ed efficienza.

Quale errore più marchiano si potrebbe fare?

In questa ottica tutto quello che parla a Giano immateriale  è visto effimero nel migliore dei casi e inutile nel peggiore. Meditazione, fantasia, lettura, ascolto dei suoni della natura o di una canzone sono perdite di tempo. Tempo che deve essere produttivo e solido, concreto appunto. Generare frutti visibili e palpabili.

Non parliamo quindi della poesia, arte che inutile lo è sempre stata, un’accozzaglia di parole e frasi che in più a scuola qualcuno ti obbligava e obbliga ad imparare a memoria.

In quell’accozzaglia di parole e frasi vi è però un sentimento, difficile da riprodurre, solo in parte percepibile, ma dalla potenza inaudita. Potenza non solo immateriale, ma come tutti noi sappiamo molto concreta.


Gli anni ci mettono di fronte a terribili esperienze, a stati d’animo sconquassanti e a delusioni cocenti. D’altro canto ci donano gioie irriproducibili e attimi di felicità che possono illuminare l’antro più oscuro.
L’uomo cerca da quando è su questo pianeta di condividere con la sua specie tali sensazioni, dalle pitture rupestri in poi siamo sommersi da una schiera di voci invisibili che ci parlano attraverso dipinti, scritti e musiche. Il loro coro è volto al nostro Giano immateriale e invita ad una sola cosa: renderci consapevoli della vita e della gioia (e sofferenza) di vivere.

Rinunciare od allontanare questa realtà è come vivere una vita a metà, e come sappiamo metà non è un intero e, tautologicamente, non è completezza.

Quindi il mio augurio è che queste poesie possano essere un aiuto, una fiammella di meditazione, di speranza per ognuno di noi. Perché qualcuno una volta disse: ”non di solo pane vivrà l’uomo”.

Paolo Alberto Marotta

Pubblica il tuo libro
www.ctleditorelivorno.it

lunedì 26 gennaio 2015

Mostra di pittura di Fernando Palagano



Invitiamo tutti gli amici di Liburni Arte E Cultura e del Centro Tipografico Livornese a visitare la mostra dell'artista Fernando Palagano, potrete ammirare le sue opere e i cataloghi che abbiamo stampato per l'occasione.

lunedì 24 febbraio 2014

Memorie Private del Viaggio in Toscana di Teresina Bianchi e Dottor Pietro Bortolotti nel 1857, di Teresa Bianchi ISBN 9788879971188 - a cura di Laura Dinelli

Il 9 luglio 1857 Teresa Bianchi parte da Modena con il marito, l’avvocato Pietro Bortolotti, esimio
archeologo, egittologo ed epigrafista nonché studioso di apologetica cristiana e metrologia, per intraprendere un viaggio di 35 giorni in Toscana.

Accompagnando il marito alle terme di Montecatini e ai bagni di mare di Livorno, dove l’uomo deve seguire cure idropiche, e quindi recandosi nelle città di Pistoia, Montecatini, Pescia, Lucca, Pisa, Siena e Firenze, la giovane annota luoghi, personaggi, circostanze di cui desidera serbar duratura memoria. Al rientro a Cognento, piccola frazione alle porte di Modena dove la famiglia era solita passare la stagione estiva, Teresa sente il bisogno di mettere in ordine gli appunti presi nel corso della vacanza registrandoli in un piccolo libricino, oggi conservato in una collezione privata di Pisa.

Ne scaturisce un racconto fitto di personaggi e luoghi fissati con scrupolo allo scopo di non perdere nella mente la visione concreta del viaggio. Alle piacevoli descrizioni delle città visitate, significativamente costituite da quelle allora già collegate dalla ferrovia, Teresa aggiunge note afferenti a minute esigenze o considerazioni personali come, ad esempio, la bontà o meno dei pasti consumati o l’eccessivo costo di una spilla in mosaico in vendita da uno degli orefici sul Ponte vecchio di Firenze.

La trascrizione integrale del diario, riproposto nella medesima impostazione originale delle pagine, è corredata da numerose illustrazioni relative ai luoghi di permanenza e da un saggio della curatrice dove viene delineato il soggiorno toscano della coppia e ricostruito l’ambiente familiare della giovane modenese, il cui padre, Lorenzo, Segretario dell’Università di Modena, discendeva dallo storico Antonio Muratori.

Per acquistare il libro Teresa Bianchi Memorie Private del Viaggio in Toscana di Teresina Bianchi e Dottor Pietro Bortolotti nel 1857 di Laura Dinelli ISBN 9788879971188 visita il sito della Books & Company Editore di Livorno.

Giovanna Cecioni pittrice di Luciano Bernardini isbn 9788879971225

Giovanna Cecioni, pittrice ed insegnante, fu personalità artistica ed umana assai interessante, obliata
dalla notorietà del fratello Adriano, principale teorico del movimento macchiaiolo, al quale, complice il tempo, sono state assegnate alcune opere di lei.

Dalle primissime puntualizzazioni sulla sua attività di pittrice, qui presentate, scaturiscono inoltre elementi utili per una futura possibile scomposizione di quelle difficoltà interpretative che fino ad oggi hanno impedito di delineare un chiaro percorso artistico del fratello, attraente pittore suigeneris; caricaturista straordinario ed unico scultore macchiaiolo.

Gli aggiornati e completi dati biografici dei Cecioni, presentati assieme ai ritratti familiari, rivelano come il sentimento artistico non appartenesse solo ad Adriano Cecioni e alla sorella Giovanna, ma anche ai fratelli Egisto ed Enrico, apprezzati mosaicisti.

In particolare quest’ultimo che, oltre ad essere assai vicino ai pittori macchiaioli, quale direttore del “Giornale Artistico”, fu autore e critico di testi teatrali nonché sensibile ed impegnato fautore, come la sorella Giovanna, del progresso sociale e culturale delle classi lavoratrici.

Luciano Bernardini nato a Livorno, dove vive e lavora, è ricercatore storico dell’arte, collaboratore e curatore di mostre dedicate ad artisti dell’Ottocento, macchiaioli e divisionisti. Curatore di atti e convegni sul Risorgimento livornese e toscano. Autore di volumi e saggi su Giovanni Fattori, Giovanni Bartolena, Carlo Meyer, Antonio Puccinelli, Louisa Grace Bartolini e sulla storia della scherma a Livorno. Curatore editoriale della rivista “Nuovi Studi Livornesi”, annuario dell’Associazione livornese di Storia Lettere e Arti di cui è attualmente consigliere.

Per acquistare il libro Giovanna Cecioni pittrice di Luciano Bernardini isbn 9788879971225 visita il sito della Books & Company Editore di Livorno.

lunedì 17 febbraio 2014

“Fatti, fattucci e fattacci” di Fabrizio Falorni isbn 9788890695636

“Fatti, fattucci e fattacci” vorrebbe essere una piccola raccolta di storielle, di barzellette vere e proprie e di strafalcioni divertenti (almeno si spera che lo siano!), arricchiti qua e là da illustrazioni umoristiche. Il fine sarebbe quello di far sorridere quei pochi che si fideranno, tanto da tirar fuori dalle loro tasche qualche soldino. Far sorridere la gente, come del resto farla piangere, non è mai stato facile, neanche per coloro che di mestiere facevano e fanno i comici. In un’epoca poi in cui i ruoli si stanno confondendo, tanto da trovare comici che smettono di fare i comici (o continuano?) ed iniziano a fare i politici ed allo stesso tempo politici che smettono di fare i politici ed iniziano (o continuano?) a fare i comici, lo è anche di più. In questo specifico caso, bisognerebbe poi capire se sono più bravi a fare il mestiere che fanno adesso o quello che facevano prima, o nessuno dei due, ma rischieremmo di “avvelenarci il fegato” e quindi, vista anche la situazione della sanità in Italia, meglio evitare!

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