giovedì 18 dicembre 2014

La bambina e la Storia un libro di Liana Marini in Rinaldi

Ecco un nuovo libro che abbiamo appena finito di stampare.

Liana Marini in Rinaldi - Nasce a Viareggio (LU) quando il padre è impiegato alla Banca Toscana.
Va ad abitare a Poggibonsi quando il padre viene trasferito e nominato dirigente nella sede bancaria di quella località. Insieme alla famiglia è costretta a sfollare sulle Colline del Chianti per sottrarsi ai distruttivi bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale.
Ritorna a Poggibonsi alla fine della guerra ed intraprende gli studi a Siena per conseguire il Diploma Magistrale ed in seguito il Dottorato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Firenze. La professione del marito, chimico, dott. Athos, la porta a Livorno. 
In questa città, dove vive tuttora, si dedica con grande passione all’insegnamento nella scuola elementare come maestra fino alla pensione.
Frequenta due corsi di perfezionamento alla laurea su la “Famiglia ed Educazione familiare” presso il dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Firenze. 
Ha scritto poesie e articoli su riviste locali.

Prefazione
Questo libro di Liana Marini Rinaldi (affettuosamente "Liana") ci racconta una realtà, che oggi, a ripensarci, sembra incredibile ed assurda: il passaggio della SECONDA GUERRA MONDIALE in quei civili e pacifici paesi tra il Chianti Classico, la Val d'Elsa e le ridenti colline e balze che da San Gimignano s'inoltrano verso Volterra, paesi che sono il cuore della Toscana, ed anche il mio cuore. Un paesaggio umanizzato che esprime al meglio la civiltà e la cultura toscane e che è testimonianza, soprattutto, della pacifica operosità di generazioni di toscani, che quel paesaggio hanno "costruito", nei secoli, con il loro intelligente ed assiduo lavoro.
Se, dunque, appare insensato che il più grande flagello bellico dell'umanità abbia sconvolto luoghi così evoluti e sereni, ancor più inaccettabile e mostruoso risulta che tale immane sciagura abbia "svelato" il proprio fardello di atrocità e nefandezze agli occhi, puri ed ingenui, di una bambina. Infatti, Liana ci accompagna nella vivida narrazione dei bombardamenti disastrosi, dei morti e dei feriti, delle case e dei paesi distrutti, dello sfollamento verso luoghi relativamente più sicuri, del pericolo delle mine e dei mitragliamenti aerei lungo le strade, dei saccheggi e delle violenze sulle persone, il tutto visto con lo sguardo quasi incredulo di una fanciulla. E' la "GRANDE STORIA" che, inopinatamente, "tocca" la piccola bambina; le dischiude la realtà del "MALE"; la rende più matura, rivelandole precocemente alcuni "arcani" dell'esistenza.
La bambina, fortunatamente, passa indenne attraverso tutte le barbarie della guerra, grazie certamente al suo carattere positivo, vigoroso e determinato (che l'accompagnerà per il resto della vita), ma anche in virtù di "valori" imprescindibili che contraddistinguono la sua Persona.
In primo luogo, una Famiglia forte e solidale, che rappresenterà sempre il "faro di luce" cui la piccola può affidarsi nei momenti più cupi e tetri della tragedia bellica: sono toccanti le parti del libro che Liana dedica a descrivere l'affetto profondo che la lega al Babbo (una figura che è poco definire "valorosa"); le premure con cui assiste la Mamma, la quale porta in grembo la sorellina Annalisa, che nascerà proprio durante lo sfollamento; le numerose doti sartoriali e gastronomiche della Nonna, capaci di suscitare momenti di gioia e piacevolezza pur nel grigiore e nelle tremende difficoltà della guerra. Una Famiglia - in definitiva - che ha applicato in pieno la frase di Papa Francesco riportata all'inizio del libro: "si impara ad amare in seno alla famiglia".
Altro "valore" cui la bambina ha fatto ricorso contro il volto maligno della Grande Storia, è la sua stessa religiosità - innata e naturale - maturata anch'essa nel clima e nella cultura familiari che abbiamo descritto sopra: e qui non possiamo non menzionare le commoventi parole con cui la fanciulla - più volte nel libro - si rivolge all'immaginetta metallica del "Gesù Bambino di Praga", che sempre porta sulla sua persona.
Infine, il "valore" della solidarietà umana, che rafforza il cameratismo fra le persone, consentendo alle medesime di superare insieme le più dure difficoltà e di affrontare con serenità e rinnovata energia le sfide dell'esistenza: un "valore" che accompagnerà fortunatamente tutti gli italiani - dalla Guerra fino alla Ricostruzione - ed al quale Liana dedica le pagine più toccanti ed indimenticabili del libro: quelle dove descrive gli altri luoghi dello sfollamento, soffermandosi in particolare sull'aiuto vicendevole che si concretizzò tra gli sfollati e gli abitanti del posto.
Nel suo libro, Liana ci regala anche brani di vera poesia, come quando racconta il lento procedere di notte, nella cipresseta, verso Lornano; del barroccio con le masserizie, trainato dal "possente cavallo dal manto rossiccio con criniera e coda bionde"; l'amorevole cura con cui una coppia di cardellini accudisce ai propri piccoli; la "scoperta" di una sorgente nel verde misterioso e cupo del bosco; la nascita, nella foresta, di un agnellino, seguita in presa diretta.
Non posso dimenticare alcune deliziose "istantanee" che Liana dedica alle tradizioni ed agli usi familiari e giovanili di tempi ormai scomparsi: vedi la "cucina economica" ed il "fuoco a letto", con l'immancabile "trabiccolo"; la venuta della Befana, con la "calza" appesa al camino; i passatempi delle bambine con l'indimenticabile "gioco della campana"; l'attesa festosa e comunitaria della cottura del pane e delle schiacciate, all'imboccatura del forno a legna; infine la "festa" che accompagnava la lavorazione del suino, effettuata in casa.

Un libro, dunque, quello di Liana, pieno di ricordi spesso amari, ma anche ricco di "valori" che additano il cammino della speranza e della fiducia, non solo per il passato, ma anche per oggi e per domani: vedi in particolare il "valore della solidarietà", che gli italiani hanno purtroppo "dimenticato" e che devono assolutamente ritrovare per salvare il nostro Paese.
Con questo auspicio chiudo questa prefazione , riportando - in proposito - la bellissima frase con cui Liana ha posto termine alla sua fatica e che rappresenta un po' la sintesi ed il filo conduttore di tutto il suo viaggio nella memoria: "IL BENE ESISTE SE NEL CUORE C'E' FIDUCIA E BENEVOLENZA VERSO CIASCUNA PERSONA CHE INCONTRIAMO DURANTE IL CAMMINO DELLA VITA".


Fabio Del Zanna
Milano, Novembre 2014







Mostra del maestro Marc Sardelli

Il Centro Tipografico Livornese è lieto di informarvi che venerdì 19 dicembre alle ore 17.00 sarà presente all' inaugurazione a Palazzo Confindustria, via Roma 54 a Livorno, ringraziamo la Confindustria Livorno per averci scelto per la realizzazione delle brochure e locandine dell'evento.
"Livorno nelle opere del maestro MARC SARDELLI"
Progetto curato da Confindustria Livorno con la realizzazione dell Dott. Salvatore Loiacono, una ricca raccolta di opere degli angoli della Livorno che non c'è più.
La mostra sarà visibile dal 19 al 23 dicembre 2014 e dal 7 all'11 gennaio 2015.

Liburni arte e cultura n. 21





Ecco l'anteprima di Liburni numero 21

Buona visione

martedì 18 novembre 2014

Il nostro contratto editoriale

Questo link vi permette di leggere il nostro contratto editoriale per la pubblicazione del vostro ebook o libro cartaceo.

http://media.wix.com/ugd/17b4ab_7014390f153148b2af0a601da10c6582.pdf

Poesie d'estate

Il nostro ebook  POESIE D'ESTATE e diventato un libro cartaceo rilegato alla giapponese oppure brossura, puoi richiedercelo, anche con custodia rigida.
ctleditorelivorno@gmail.com

domenica 5 ottobre 2014

Il nostro primo e book di poesie

Carissimi amici il tanto atteso ebook di poesie d'estate è stato pubblicato dal nostro editore Centro Tipografico Livornese 
Cliccate sul link sottostante e potrete scaricare gratuitamente l'ebook in formato pdf, epub e mobi, così da poterlo leggere da qualsiasi lettore.
http://tipografiactl.wix.com/tipografiactl#!Poesie%20d'estate/c1ewg

giovedì 26 giugno 2014

domenica 25 maggio 2014

Emma l'ape regina

Sandra Rotondo è un'autrice Romana alla sua prima esperienza letteraria. Con Emma l'Ape Regina apre un capitolo nuovo sul mondo del fantasy. Vegana per scelta etica, mette nel suo racconto, ai limiti tra realtà voluta e fantasia, tutto il suo pensiero. Creando così personaggi Api che si trasformano in umani e combattono per noi, affinchè si possa vivere in un mondo migliore. Si apre così una saga letteraria del tutto nuova che coinvolge non solo i sensi, ma anche le nostre coscienze. 


Primo tra tutti i pregi è sicuramente quello dell’originalità. E’ difficile scovare, nel filone della narrativa per adulti, un libro che punti alla sensibilizzazione riguardo all’ambiente, agli animali, alla loro salvaguardia. E’ molto più frequente, infatti, che questo accada nei libri illustrati per bambini. In questo caso, invece, ci ritroviamo di fronte ad un fantasy unico nel suo genere, scritto appositamente con l’intento di docere et movere. Nell’insieme, il libro risulta scorrevole. Ho apprezzato molto le descrizioni, dettagliate al punto da permettere al lettore di avvertire in prima persona il calore di un raggio di sole, l’odore dolce del miele, la delicatezza del petalo di una margherita. Allo stesso modo, sono particolarmente affascinanti le pagine dedicate al flash-back, ossia al racconto della vita con i Sommers. Adeline e Alexandre sono i personaggi più interessanti dell’intero romanzo. Alexandre e Adeline sono uniti, innamorati di un amore duraturo e fedele. Credono nella natura, nel potere della bellezza, nella possibilità che l’uomo ha di salvare il mondo nel quale vive. Li ho adorati da subito e, chiudendo gli occhi, potevo quasi vederli, sulla soglia della loro casetta di campagna, immersi nella luce dorata del pomeriggio. E’ altrettanto degna di nota la presenza delle api, silenziose guardiane poste intorno ai cornicioni delle finestre di Emma. Suscita una particolare tenerezza immaginare il rapporto di solidarietà, quasi di “sorellanza”, che si crea tra la protagonista e questi insetti che, pur essendo importantissimi per il nostro pianeta, sono ben poco amati dall'uomo per via del loro veleno.

La struttura del romanzo richiama da vicino lo schema tradizionale della fiaba, tra protagonisti, antagonisti e aiutanti. Questo aspetto è particolarmente interessante perché dimostra come l’autrice abbia unito narrativa per l’infanzia e per l’età adulta in un unicum atto ad emozionare il lettore, qualunque sia la sua età. Credo che questo romanzo sia sicuramente importante. Dovrebbe essere letto per muovere la sensibilità del pubblico intorno ad argomenti dei quali spesso si parla senza conoscere motivazioni e ragioni profonde. Consiglio questa lettura soprattutto agli appassionati degli animali, della natura e dell’ambiente e a tutti coloro che vogliono concedersi qualche ora serena in compagnia di una scrittrice italiana che, spero, farà presto parlare di sé.


Emma l'ape regina – recensione di Andrea Romeo

I media, quella sottile pellicola attraverso cui interagiamo con la realtà circostante, giocano un ruolo centrale nella vita delle diverse culture umane del globo. Attorno a questa dimensione “anfibia” prendono vita i rituali umani di qualunque natura, siano legati alla sfera del sacro, del profano, della cosiddetta quotidianità etc. Simboli attraverso cui, come in quelle stanze degli specchi che deformano, il mondo e gli enti che lo abitano vengono riflessi, trasformando così i loro corpi, filtrando tali entità attraverso una metamorfosi. Prendono vita fenomeni di ilozoismo, le transmutazioni, le teofanie e, contemporaneamente, osserviamo noi stessi che veniamo così come risucchiati e catapultati al di là dello specchio, di quel limen oltre questo gioco di riflessi, insieme  agli abitanti che si manifestano mediante il gioco di rimandi i quali, riflettendosi a loro volta, si proiettano in forma di oggetti taumaturgici, come accomunati da uno stesso destino, prendendo vita  la mitopoiesi.
Viviamo così perennemente circondati da esseri fiabeschi, immersi nelle leggende, nelle favole, nei racconti, conviviamo con esseri noologici di ogni forma e tipo, buoni e cattivi, realistici e illusori. È su questa pellicola che prendono forma, sia questa sottile membrana sovrastrutturata sulla base di media come il linguaggio verbale, testi scritti o i più recenti media di massa come il cinema o i computer, le nostre conoscenze. Ed è ancora attorno a tali strumenti che si forma e si modella la cultura, e da queste interazioni si sintetizzano le umane società che, a loro volta, modellano la realtà e, da tale connubio, i media e i testi vengono a loro volta definiti in modi inediti. Umano, realtà, media e noosfera, così, mutano reciprocamente attraverso un lavoro continuo che mette in connessione gli umani con le umane rappresentazioni della realtà, con gli enti mitopoietici che ne derivano e con quelli reali in un rapporto mutevole.
Per questo motivo l'arte umana, sia in forma pittorica, di scultura, di letteratura o quant'altro, influenzata dal mito e dalla realtà circostante così come viene vissuta dalla cultura, capta i grandi cambiamenti sociali restituendoli attraverso i confini dei testi e, talvolta, come nel caso degli artisti “veggenti”, arriva perfino ad immaginare scenari possibili prossimi venturi.
La letteratura, dacché è stata “creata”, o anche “confinata”, a partire dalla Modernità, ad un livello esterno rispetto alla conoscenza scientifica, ha sempre più assunto il ruolo di “occhio scrutinatore” della realtà circostante, libera dai vincoli imposti dal linguaggio “oggettivo” della scienza, utilizzando l'homo aestheticus linguaggi sempre più complessi, mischiando diversi stili di scrittura, dalla fiaba al reportage, dalla psicoanalisi alla mitologia, etc. Così i libri che ci hanno accompagnato, e che ci accompagnano, nelle nostre vite di ogni giorno, rappresentano le paure, le fobie, i miti, gli archetipi, i tabù della civiltà in cui nascono, ma anche i sogni, gli obiettivi, le speranze e, talvolta, vi è, in quella compagine di segni connessi come nella polifonia di una orchestra, sepolto, forse, anche un possibile varco e, per di  più, una qualche escatologia.
I testi che maggiormente hanno non soltanto catturato i cambiamenti ed alcuni aspetti della nostra realtà sociale, ma che hanno altresì sviluppato possibili percorsi parlando in termini di umanità, di destino globale, talvolta estremizzando le proprie ambientazioni fino alla creazione di scenari apocalittici, sono di certo quei testi che, solitamente, vengono categorizzati sotto il termine di “fantascienza”. Da quando il Don Chisciotte di Cervantes, confondendo il mito con la realtà, ne ha determinato simultaneamente la scissione inaugurando il romanzo moderno, autori come Jules Verne, Aldous Huxley o George Orwell, passando per il cyberspazio di William Gibson o di Neal Stephenson, fino ai mondi di Philippe Dick, hanno utilizzato i miti umani in modi inediti per raccontare aspetti della realtà umana. Accanto a questi visionari un ruolo determinante viene assunto dal genere Fantasy che, mischiando mito e realtà con forme espressive che miscelano il presente con l'irreale, riesce ad aprire nuove vie, o meglio connessioni, che legano l'umano con la Natura e la magia e, quindi, con i suoi miti. Questo genere, che prende spunto dal mondo delle fiabe e delle favole celtiche, oltre che dalle cosmogonie religiose, prende piede verso la metà del XX secolo grazie ai lavori di John R. R. Tolkien che, non a caso, inaugurano anche quel genere letterario chiamato mitopoietico. Nel suo libro più famoso, The Lord of the Ring, Tolkien usa il linguaggio proprio della fiaba per trattare in realtà temi molto forti e attuali, come ad esempio la guerra nonché la distruzione del pianeta a causa dell'ingordigia umana che, influenzata dalla malignità di Sauron, porta gli hobbit della Contea a costruire delle industrie inquinanti e deleterie per gli abitanti del luogo. Meno famoso, ma certamente non per questo meno valido, Terry Brooks con il suo The Sword of Shannara che, in una ambientazione fantasy molto simile a quella tolkiana, rappresenta un mondo ambientato però in un futuro post nucleare che aveva creato, attraverso mutazioni genetiche, nuove razze umane (elfi, nani, etc.).
Si osserva dunque come il genere fantasy, già dai suoi esordi, ha da subito denunciato quel tipo di attività antropica orientata al guadagno totale che annichilisce gli esseri viventi, che distrugge il pianeta in nome del profitto estremo cercando, al contrario, di evidenziare le connessioni tra umano e il mondo dei fenomeni naturali rappresentati attraverso figure mitologiche, leggendarie, etc. E questo era avvenuto in un periodo storico in cui le istanze dell'ecologia erano ancora alquanto ridicole rispetto ad oggi, mentre l'antispecismo non era che un'utopia. Con gli anni il genere fantasy ha sempre più fatto suoi questi temi. Lo si osserva nei bellissimi lungometraggi di Hayao Miyazaki ad esempio, ma anche in moltissimi romanzi e pellicole cinematografiche recenti che denunciano sempre più la distruzione del pianeta da parte dell'uomo corrotto, spesso rappresentando la Natura, come nelle tradizioni popolari, nelle fiabe, etc. in forma di spiriti o esseri mitopoietici di qualunque natura.
Ma mentre i temi dell'ecologia sono stati trattati massicciamente dagli autori fantasy del passato diventando un tema centrale, quasi rappresentativo, di questo genere, un vero e proprio percorso naturale avendo questi fatto proprio il linguaggio della fiaba, e nonostante avessero in qualche modo lanciato, in modo quasi profetico, messaggi di rispetto anche verso le creature che insieme a noi formano questa teriosfera, l'antropocentrismo era comunque rimasto imperante in queste opere. Soltanto negli ultimi anni si assiste, lentamente, ad una nuova presa di coscienza anche negli artisti che usano il genere fantasy come strumento per comunicare messaggi di un certo tipo, presa di coscienza che pone i non umani su un gradino più alto rispetto al passato e perfino, talvolta, sullo stesso piano dell'essere umano.
 L'urgenza dunque di un mondo diverso che guardi all'altro come individuo e non come oggetto entra oggi in modo preponderante anche nelle umane rappresentazioni, dalla pittura al cinema, dal fumetto alla letteratura etc. E in questo contesto il bellissimo (e coraggioso!) romanzo fantasy di Sandra Rotondo Emma l'ape regina (Albatros) sembra porsi come una vera e propria rottura con la “tradizione” di questo genere, compiendo un cambiamento epistemico. Protagonisti di questo mondo sono adesso gli animali non umani, non gli umani. Anzi, meglio ancora, al centro vi è il totalmente altro per eccellenza: l'insetto. Le nostre amiche api dovranno salvare il mondo dalla distruzione del pianeta a causa di questo essere così meraviglioso e terrificante contemporaneamente: l'uomo. In questo testo che odora di “nettare” e di fiori, che stimola tutti i sensi quasi a voler tirar fuori la nostra animalità rinnegata, prendono vita le avventure di questi esseri ibridi, a metà tra insetti e umani che, come media tra il mondo degli uomini e quello della Madre Terra, in una ambientazione che si muove tra reale e irreale, tra tecnologia e ritorno agli istinti primordiali in un mondo intriso di magia, obiettivo risulta essere la salvezza del pianeta. Questi semi-dei acquisiscono la propria forza dalla Natura che è, a sua volta, la regina assoluta di questo mondo. Ai protagonisti viene dunque affidato il delicato compito di custodire l'equilibrio della biosfera, nonché di vestire i panni di guardiani che tutelano tutti gli esseri che vivono nel mondo. Guardiani e custodi contemporaneamente, in una ambientazione che oscilla tra il mondo degli umani e quello dei non-umani, come se fossero un tutt'uno, una teriosfera inscindibile.
È in corso una guerra nel nostro mondo, e il destino è nelle mani della bellissima Emma, l'eroina di questa storia, metà umana e metà ape. L'eroina divisa tra il suo aspetto animale e quello umano dovrà lottare per il bene di tutti gli esseri viventi del pianeta.
La chiave di lettura di questo testo, il luogo ove si compie il cambiamento, è in una frase che porta con sé il segno di un passaggio epocale nella nostra cultura e civiltà, i principi di una nuova presa di coscienza:

“Libertà, uguaglianza, fratellanza... questi dovevano essere i termini che avrebbero dovuto unire tutti gli esseri viventi sulla Madre Terra. Nessuno è superiore, nessuno è inferiore. Uguali diritti, stesso rispetto”.

martedì 20 maggio 2014

Pubblicare gratis la recensione al tuo libro


Ecco un esempio di una recensione
che abbiamo pubblicato gratuitamente
sulla nostra rivista Liburni 
Perché pubblichiamo gratuitamente on-line e sulla nostra rivista le recensioni di libri che non fanno parte delle collane della nostra casa editrice?

Perché la nostra casa editrice è attenta alle nuove realtà editoriali, e quindi ha deciso di pubblicare anche le recensioni di libri che non sono stati da noi editati.

Le difficoltà che gli scrittori, sopratutto quelli sconosciuti, trovano quotidianamente sul loro cammino sono tante e sempre diverse.

Essere presenti sugli scaffali di una libreria è sempre più difficile.
È per questo motivo che abbiamo creato questa pagina... per dar voce a tutti coloro che vogliono gratuitamente farsi conoscere e casomai farsi pubblicare anche in tirature limitate, ad un costo irrisorio.


Sei un autore e hai pubblicato un libro?

Spedisci gratuitamente al nostro indirizzo e-mail liburni@mail.com  

il seguente materiale:

una foto della copertina, la trama del libro e la tua biografia, se vuoi, puoi aggiungere anche la tua foto e non dimenticare le indicazioni su dove reperire il libro.
Infine aggiungete due righe per autorizzarci a pubblicare il materiale.


lunedì 5 maggio 2014

Come educare i figli presto e bene ISBN: 9788879971096 di Jacqueline Bickel, Graziella Baracchini Muratorio

Alla terza ristampa "Come educare i figli presto e bene" è la guida più letta dai genitori e da tutti
coloro che si occupano e preoccupano dei bambini.

Segui la fan page di facebook dedicata a  Jacqueline Bickel

Descrizione
Questo libro si propone di fornire informazioni semplici e chiare ai genitori di bambini ancora piccoli e, soprattutto, a chi non è ancora genitore ma che sta per diventarlo, tracciando un percorso educativo, atto a facilitare questo arduo compito. Può essere utile anche ai nonni, quando sono impegnati come babysitter, e a chiunque viva a contatto con bambini, per farli riflettere sul loro ruolo e sulle loro responsabilità.

Scritto in modo semplice e chiaro il libro aiuta a creare, ancor prima dell'ingresso nel mondo scolastico, le basi per uno sviluppo sereno e di successo. 

Segui la casa editrice books & company livorno sulla sua pagina Google+

Prevenire è meglio che curare: una volta posti saldamente i principi di base di un'efficace educazione, il compito dei genitori diverrà in seguito semplice e pieno di soddisfazioni.

E scritto anche per educatori responsabili, per far loro intravedere, in modo semplice e chiaro, un percorso adeguato ai bisogni fondamentali dei bambini loro affidati, per assicurare a tutti i piccoli una scolarità gratificante e una futura vita serena.
 
Jacqueline Bickel, studiosa veterana dei disturbi del linguaggio e dell'apprendimento, ha svolto per molti anni la sua attività professionale nel settore della riabilitazione e della prevenzione dei disturbi del linguaggio nei bambini. Attualmente si dedica in modo particolare a progetti per ottimizzare l'apprendimento scolastico in età evolutiva. Per la Books & Company editore ha scritto numerosi libri teoriccnpratici, utili a facilitare l'apprendimento dei bambini.




Per acquistare il libroCome educare i figli presto e bene ISBN: 9788879971096 di Jacqueline Bickel, Graziella Baracchini Muratorio visita il sito della Books & Company Editore di Livorno. 

mercoledì 16 aprile 2014

Le donne preferiscono l'ebook

Noi ancora una volta


L’amicizia tra donne può attraversare i decenni? Se lo chiederanno forse i lettori di Noi ancora una volta, non appena si trovano davanti alla possibilità di scaricare un e-book coraggioso, che si propone di raccontare una storia che appartiene a moltissime persone.
La forza dell’amicizia è un sentimento universale, e le cinque protagoniste di quello che è un piccolo Decamerone al femminile la rivivono tutti gli anni, quando si ritrovano il primo luglio alla Stazione Termini, punto di partenza per ritornare a toccare con mano un passato fatto di contestazioni politiche, amori travagliati, confronto generazionale.
Le cose però cambiano quando una di loro, Margherita, entra in coma dopo un oscuro incidente automobilistico: su invito del primario dell’ospedale, le sue quattro migliori amiche le raccontano le storie del loro rapporto, accompagnate da intermezzi musicali legati ad anni in cui l’Italia sanguinava per le ferite del terrorismo, ma si tirava su con orgoglio per gettarsi nella mischia degli anni ‘80 e dell’edonismo che li ha resi indimenticabili.
Il finale a sorpresa dimostra come davvero la vita sia imprevedibile, soprattutto quando c’è di mezzo l’amore e la voglia di viverlo a ogni costo. Noi ancora una volta è un lavoro coraggioso, che si propone come ponte tra due generazioni, tra chi ha visto l’inizio dell’epoca sghemba che viviamo oggi e chi, con mezzi molto diversi, ha in questi anni il compito di raccogliere un’eredità senza dubbio complessa, ma davvero unica nel suo genere, in quanto costruita da donne che hanno lottato per vivere a fondo la forza della propria femminilità e dei propri sentimenti, dall’amore più passionale all’amicizia più sincera.

Biografia autrice:

Chi si nasconde dietro questo nome? Lautrice di Noi ancora una volta è una persona che ha vissuto i rutilanti anni ottanta e guarda con stupore e curiosità al terzo millennio. Osserva il continuo evolversi della società mantenendo per sempre  intatta la ricerca del santo Graal della felicità. Vede sempre il lato divertente di ogni cosa. Prima seconda terza repubblica, tre atti del gran vaudeville teatrale.

Marie Therese è un personaggio reale? o si va componendo con le storie di ognuno di voi?
Comunque solo lei poteva scrivere un Decamerone moderno: storie di donne che gli uomini leggono volentieri; gli uomini sopra i quaranta per ricordare come erano sexy le loro compagne e quelli sotto i quaranta per capire come erano amorose le loro mamme.
Marie Therese dimostra che l`erotismo può  anche essere spiritoso

Appuntamento a Roma (Teatro Testaccio) il 5 maggio alle ore 18.00 con "Le donne preferiscono l'ebook", una vetrina tutta femminile dedicata alla lettura digitale e alle sue evoluzioni. Come ben sapete ho amato tantissimo scrivere Noi ancora una volta, proprio perché rappresenta una sfida molto importante, ossia quella di portare la passione della lettura digitale a una generazione forse ancora un po' diffidente in merito.

martedì 18 marzo 2014

Perché leggere la lettera scarlatta

La prima edizione del romanzo, pubblicata il 16 marzo del 1850, vendette in pochi giorni 2.500 copie.

Un mese dopo LA LETTERA SCARLATTA vendette altre 2,500 copie per una seconda edizione; fu un vero e proprio successo editoriale.

Ancora oggi rimane uno dei libri più venduti in America, oltre ad essere uno dei più importanti libri della letteratura americana del diciannovesimo secolo.

A differenza dei libri pubblicati fino a quel momento la Lettera Scarlatta fu un libro, non solo ambientato in America ma il suo linguaggio, lo stile utilizzato, i temi ricorrenti, i personaggi, tutto ciò che lo compone lo resero uno dei primi libri genuinamente americani.

Non sarebbe possibile spostare la storia ed i personaggi a Londra ad esempio. Inoltre questo libro, poco dopo l'uscita, divenne il centro di dibattiti e discussioni infinite. Infatti molti lettori fraintesero il significato del libro, credendo che fosse solo un libro "scabroso" su un adulterio.

Ma moltissimi lettori si innamorarono della storia. Inoltre, l'autore godette dell'appoggio e del sostegno costante della famiglia, degli amici (fra cui Herman Melville) e del suo editore, e ciò contribuì al successo del romanzo, che fu tale da permettergli di vivere scrivendo, qualcosa di incredibile all'epoca, considerando che gli unici che potevano realisticamente farlo erano solo i preti e gli insegnanti.

mercoledì 12 marzo 2014

La strega pigrona ISBN 9788879971010 di Aurelija Ceredaite


La strega Pigrona e altre fiabe di Aurelija Ceredaite è una bellissima raccolta di fiabe scritte da
Aurelija Ceredaite, la quale oltre che scrittrice è anche attrice e regista del Teatro delle marionette di Vilnius (http://www.zaliavarna.com) tra le più apprezzate autrici lituane

Leggendo questo libro scoprirete gli scherzi allegri del topino Tonino e dei suoi amici, le avventure dell'Omino Singhiozzo, la storia della strega Pigrona e tante altre storie tenere, ironiche ed avvincenti.

Kestutis Kasparavicius è l’illustratore di questo bellissimo libro per bambini. All’attivo conta oltre quaranta libri per bambini editi da molte case editrici nel mondo e i suoi libri sono stati tradotti in quattordici lingue.

Aurelija Ceredaite, oltre a scrivere, crea spettacoli per bambini e opere teatrali. Durante i nostri incontri ci ha confessato che spesso comincia a scrivere le fiabe come se fosse uno spettacolo per marionette.

Soltanto dopo si accorge che alcune di queste fiabe non entrano più nella cornice del teatro e crescono spontaneamente, mentre altre, al contrario, restano piccole e non vogliono crescere.

Ore le sue fiabe vivono nel Teatro della Cornacchia Verde.

lunedì 24 febbraio 2014

Memorie Private del Viaggio in Toscana di Teresina Bianchi e Dottor Pietro Bortolotti nel 1857, di Teresa Bianchi ISBN 9788879971188 - a cura di Laura Dinelli

Il 9 luglio 1857 Teresa Bianchi parte da Modena con il marito, l’avvocato Pietro Bortolotti, esimio
archeologo, egittologo ed epigrafista nonché studioso di apologetica cristiana e metrologia, per intraprendere un viaggio di 35 giorni in Toscana.

Accompagnando il marito alle terme di Montecatini e ai bagni di mare di Livorno, dove l’uomo deve seguire cure idropiche, e quindi recandosi nelle città di Pistoia, Montecatini, Pescia, Lucca, Pisa, Siena e Firenze, la giovane annota luoghi, personaggi, circostanze di cui desidera serbar duratura memoria. Al rientro a Cognento, piccola frazione alle porte di Modena dove la famiglia era solita passare la stagione estiva, Teresa sente il bisogno di mettere in ordine gli appunti presi nel corso della vacanza registrandoli in un piccolo libricino, oggi conservato in una collezione privata di Pisa.

Ne scaturisce un racconto fitto di personaggi e luoghi fissati con scrupolo allo scopo di non perdere nella mente la visione concreta del viaggio. Alle piacevoli descrizioni delle città visitate, significativamente costituite da quelle allora già collegate dalla ferrovia, Teresa aggiunge note afferenti a minute esigenze o considerazioni personali come, ad esempio, la bontà o meno dei pasti consumati o l’eccessivo costo di una spilla in mosaico in vendita da uno degli orefici sul Ponte vecchio di Firenze.

La trascrizione integrale del diario, riproposto nella medesima impostazione originale delle pagine, è corredata da numerose illustrazioni relative ai luoghi di permanenza e da un saggio della curatrice dove viene delineato il soggiorno toscano della coppia e ricostruito l’ambiente familiare della giovane modenese, il cui padre, Lorenzo, Segretario dell’Università di Modena, discendeva dallo storico Antonio Muratori.

Per acquistare il libro Teresa Bianchi Memorie Private del Viaggio in Toscana di Teresina Bianchi e Dottor Pietro Bortolotti nel 1857 di Laura Dinelli ISBN 9788879971188 visita il sito della Books & Company Editore di Livorno.

Giovanna Cecioni pittrice di Luciano Bernardini isbn 9788879971225

Giovanna Cecioni, pittrice ed insegnante, fu personalità artistica ed umana assai interessante, obliata
dalla notorietà del fratello Adriano, principale teorico del movimento macchiaiolo, al quale, complice il tempo, sono state assegnate alcune opere di lei.

Dalle primissime puntualizzazioni sulla sua attività di pittrice, qui presentate, scaturiscono inoltre elementi utili per una futura possibile scomposizione di quelle difficoltà interpretative che fino ad oggi hanno impedito di delineare un chiaro percorso artistico del fratello, attraente pittore suigeneris; caricaturista straordinario ed unico scultore macchiaiolo.

Gli aggiornati e completi dati biografici dei Cecioni, presentati assieme ai ritratti familiari, rivelano come il sentimento artistico non appartenesse solo ad Adriano Cecioni e alla sorella Giovanna, ma anche ai fratelli Egisto ed Enrico, apprezzati mosaicisti.

In particolare quest’ultimo che, oltre ad essere assai vicino ai pittori macchiaioli, quale direttore del “Giornale Artistico”, fu autore e critico di testi teatrali nonché sensibile ed impegnato fautore, come la sorella Giovanna, del progresso sociale e culturale delle classi lavoratrici.

Luciano Bernardini nato a Livorno, dove vive e lavora, è ricercatore storico dell’arte, collaboratore e curatore di mostre dedicate ad artisti dell’Ottocento, macchiaioli e divisionisti. Curatore di atti e convegni sul Risorgimento livornese e toscano. Autore di volumi e saggi su Giovanni Fattori, Giovanni Bartolena, Carlo Meyer, Antonio Puccinelli, Louisa Grace Bartolini e sulla storia della scherma a Livorno. Curatore editoriale della rivista “Nuovi Studi Livornesi”, annuario dell’Associazione livornese di Storia Lettere e Arti di cui è attualmente consigliere.

Per acquistare il libro Giovanna Cecioni pittrice di Luciano Bernardini isbn 9788879971225 visita il sito della Books & Company Editore di Livorno.

domenica 23 febbraio 2014


Leggi il libro Il cecchino di Alessandro Furlanetto isbn

 9788890695674

Alessandro FURLANETTO, nato a Padova nel 1945, ha trascorso l’infanzia a Palermo e vive a
Bolzano dal 1958. Laureato in Sociologia a Trento, ufficiale di complemento in Artiglieria da Montagna, dirigente d’azienda e giornalista pubblicista si è occupato di Gestione delle Risorse Umane, Comunicazione, Advertising, Marketing Industriale. Si dedica oggi ai suoi hobby favoriti: elettronica, musica, fotografia, lettura e scrittura creativa.

Sinossi: “IL CECCHINO” Bolzano, 1970. Un sacerdote viene chiamato in ospedale al capezzale di un anziano cecchino, agnostico e dichiaratamente ateo, reduce della prima Guerra Mondiale. Il vecchio rivive la sua lunga storia narrandola al prete e questi, a sua volta, è indotto a raccontargli la sua. Tra i due uomini, tanto diversi tra loro per età, esperienze, mentalità e fede si crea un rapporto di confidenza, stima e di amicizia. Il cecchino racconta la sua guerra, i suoi amori, le amicizie, le sue vicissitudini familiari, i suoi peccati e le circostanze di una straordinaria premonizione che lo spinse a cercare di fermare, da solo, la rovinosa guerra in cui il fascismo volle trascinare l’Italia. L’ineluttabilità del destino, la solitudine dell’uomo, il suo orgoglio, la ricerca della figura consolatrice di un Dio lontano sono i temi di un intenso dialogo tra i due personaggi.

Se vuoi acquistare il libro Il cecchino di Alessandro Furlanetto isbn 9788890695674 scrivici cliccando qui
oppure

In tutte le librerie online digitando sul web (Google), in un qualunque motore di ricerca, nome autore e titolo dell’opera. E' disponibile con ibs, Feltrinelli.it, mondadori.it, libreria universitaria, ebay, mediaworld, amazon.it, dvd.it, libroco.it, libreriafernandez.it, ciao.it ecc…
Copyright © 2013 - Alessandro Furlanetto
“Centro Tipografico Livornese” Editore
Borgo San Jacopo, 63 - 57126 Livorno
Tel. 0586 806376
ctl2009@alice.it
Stampa febbraio 2014

mercoledì 19 febbraio 2014

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa di Giorgio Giurdanella isbn 9788856766875

Giorgio Giurdanella è nato a Comiso e vive a Vittoria, in provincia di Ragusa, dove lavora presso uno studio legale. Si è dedicato con grande impegno agli studi, conseguendo le lauree in Scienze politiche e, successivamente, in Giuri
sprudenza. Il viaggio - L’incanto della piccola principessa è la sua prima opera.

Amore, crescita, scoperta. Sono le ricchezze che l’autore mai avrebbe im¬maginato di trovare in un viaggio compiuto esclusivamente per migliorare la padronanza dell’inglese. Invece un breve soggiorno tra le bellezze di una regione come l’Irlanda e un incontro speciale – quello con la me¬ravigliosa, e in un primo momento misteriosa, Kara – possono rivelarsi un’esperienza straordinaria, che ricorda come la vita sia una miniera di sorprese e come in un viaggio, più che la meta, siano importanti le emo¬zioni provate durante il cammino. Perché in molti casi esse rimangono con noi. A volte, per sempre.



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lunedì 17 febbraio 2014

Il nostro servizio di ghostwriting ... ti aiutiamo a concretizzare le tue idee


Il ghostwriter (o scrittore-fantasma, scrittore su committenza) è uno scrittore professionista che offre al scritta.
committente, dietro compenso in denaro, un servizio di creazione, elaborazione e stesura di un testo dei più svariati generi. Il ghostwriter, infatti, può occuparsi di romanzi, racconti, sceneggiature teatrali o cinematografiche, relazioni, articoli, ma più in generale di qualsiasi cosa suscettibile di essere
Il lavoro del ghostwriter è estremamente complesso. Si tratta, come detto, di scrittori professionisti, persone che hanno all’attivo molteplici pubblicazioni personali ed esperienza pregressa nel campo della redazione di testi scritti, che desiderano offrire un aiuto a coloro che, pur avendo delle buone idee, non riescono a soddisfare uno standard medio-alto nella scrittura. La collaborazione con un ghostwriter può durare diversi mesi, per questo motivo è necessario un rapporto fiduciario continuativo tra il ghostwriter ed il committente.

“Fatti, fattucci e fattacci” di Fabrizio Falorni isbn 9788890695636

“Fatti, fattucci e fattacci” vorrebbe essere una piccola raccolta di storielle, di barzellette vere e proprie e di strafalcioni divertenti (almeno si spera che lo siano!), arricchiti qua e là da illustrazioni umoristiche. Il fine sarebbe quello di far sorridere quei pochi che si fideranno, tanto da tirar fuori dalle loro tasche qualche soldino. Far sorridere la gente, come del resto farla piangere, non è mai stato facile, neanche per coloro che di mestiere facevano e fanno i comici. In un’epoca poi in cui i ruoli si stanno confondendo, tanto da trovare comici che smettono di fare i comici (o continuano?) ed iniziano a fare i politici ed allo stesso tempo politici che smettono di fare i politici ed iniziano (o continuano?) a fare i comici, lo è anche di più. In questo specifico caso, bisognerebbe poi capire se sono più bravi a fare il mestiere che fanno adesso o quello che facevano prima, o nessuno dei due, ma rischieremmo di “avvelenarci il fegato” e quindi, vista anche la situazione della sanità in Italia, meglio evitare!

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domenica 16 febbraio 2014

Amerigo Vespucci (1450 c.a. 1512) il saggio di Bruno Bonari isbn 9788890695681

BRUNO BONARI (1976) è laureato in Filosofia e in Storia Moderna, tra i suoi saggi ricordiamo Amerigo Vespucci. La vita e i viaggi (Firenze 2011).

Sinossi: Amerigo Vespucci è un personaggio assai discusso nella storia delle grandi scoperte geografiche, in particolar modo dal 1507 quando un gruppo di eruditi – geografi di Saint- Dié proposero nella loro opera la Cosmographiae Introductio, di dare il suo nome alle terre scoperte da Cristoforo Colombo. Da quel momento il Fiorentino appare come un usurpatore della gloria che spettava di diritto al Genovese. In realtà il merito di Vespucci sta nel fatto che fu tra i primi uomini Europei a rendersi conto delle enormi estensioni dell’America Meridionale. Egli è il primo uomo a far conoscere agli Europei quel Mundus Novus, attraverso le epistole che inviò a Firenze, al suo amico Lorenzo di Pier Francesco dei Medici detto il Popolano. In queste lettere Vespucci descrive non solo la natura di quei luoghi, ma anche gli uomini che vi abitavano; furono i suoi scritti a far conoscere al Vecchio Mondo quelle terre scoperte da Cristoforo Colombo. Questo volume infine vuole indagare sul rapporto che vi era tra Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo, un rapporto che non era di rivalità, ma di amicizia e di stima reciproca.


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Copyright © 2013 - Bruno Bonari
Borgo San Jacopo, 63 - 57126 Livorno
Tel. 0586 806376
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Stampa Luglio 2013


giovedì 13 febbraio 2014

Leggi il libro Il cecchino di Alessandro Furlanetto isbn 9788890695674

Alessandro FURLANETTO, nato a Padova nel 1945, ha trascorso l’infanzia a Palermo e vive a
Bolzano dal 1958. Laureato in Sociologia a Trento, ufficiale di complemento in Artiglieria da Montagna, dirigente d’azienda e giornalista pubblicista si è occupato di Gestione delle Risorse Umane, Comunicazione, Advertising, Marketing Industriale. Si dedica oggi ai suoi hobby favoriti: elettronica, musica, fotografia, lettura e scrittura creativa.

Sinossi: “IL CECCHINO” Bolzano, 1970. Un sacerdote viene chiamato in ospedale al capezzale di un anziano cecchino, agnostico e dichiaratamente ateo, reduce della prima Guerra Mondiale. Il vecchio rivive la sua lunga storia narrandola al prete e questi, a sua volta, è indotto a raccontargli la sua. Tra i due uomini, tanto diversi tra loro per età, esperienze, mentalità e fede si crea un rapporto di confidenza, stima e di amicizia. Il cecchino racconta la sua guerra, i suoi amori, le amicizie, le sue vicissitudini familiari, i suoi peccati e le circostanze di una straordinaria premonizione che lo spinse a cercare di fermare, da solo, la rovinosa guerra in cui il fascismo volle trascinare l’Italia. L’ineluttabilità del destino, la solitudine dell’uomo, il suo orgoglio, la ricerca della figura consolatrice di un Dio lontano sono i temi di un intenso dialogo tra i due personaggi.

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Stampa febbraio 2014